iraq o irak?
iraq, naturalmente. anzi, più corretto sarebbe: irāq.
o meglio, e stavolta rischio (merito?) le pernacchie: ‘irāq.
mi sono sempre chiesta come mai un giornale serio come ilsole24ore abbia a lungo privilegiato la seconda versione.
una spiegazione la fornisce l’accademia della crusca, adducendo la giustificazione secondo la quale la q finale rappresenterebbe un’anomalia in tutte le lingue romanze. in questi idiomi infatti, tranne eccezioni, la q si trova sempre seguita da u+vocale.
la spiegazione non convince me e non convince evidentemente neanche il quotidiano economico che, nonostante una radicale inversione di rotta negli ultimi anni, continua ad oscillare tra le due diverse grafie (lo stesso dicasi per al-qaida/al-qaeda. ma è una lunga storia).
ﻖﺍﺮﻌﻠﺍ al-‘irāq
la trascrizione della lettera finale, ﻖ qāf, è q.
se fosse k, la lettera finale sarebbe ﻚ kāf.
insomma, i sistemi di traslitterazione dall’arabo universalmente accettati parlano chiaro.
inoltre, in italiano la k neanche c’è!
Domenica, 11 Novembre, 2007 a 20:28 pm
Quando trovo scritto «al-Quaeda» (e mi capita spesso), perdo ogni residua fiducia nel genere umano…
Lunedì, 12 Novembre, 2007 a 8:09 am
già…
però, conferire al termine un che di onomatopeico, magari aiuta a sdrammatizzare! 